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Alla luce del dibattito pubblico degli ultimi giorni sui documenti di programmazione economico-finanziaria del Governo, è opportuno fare chiarezza su quale sia la natura dei documenti che il Governo è obbligato a presentare in Parlamento, con particolare riferimento alla distinzione tra i contenuti descrittivi e i contenuti programmatici.

La legge 196/2009 dispone che il Governo presenti il Documento di Economia e Finanza alle Camere entro il 10 aprile. La stessa legge identifica puntualmente il contenuto del DEF (art. 10 comma 2), che include – tra l’altro – la definizione di obiettivi di politica economica e il quadro delle previsioni economiche e di finanza pubblica; l'aggiornamento delle previsioni per l'anno in corso; l'indicazione dell'evoluzione economico-finanziaria internazionale; le previsioni macroeconomiche per l'Italia; le previsioni per i principali aggregati del conto economico delle amministrazioni pubbliche; gli obiettivi programmatici; l'articolazione della manovra necessaria per il conseguimento degli obiettivi, nonché un’indicazione di massima delle misure attraverso le quali si prevede di raggiungere i predetti obiettivi; le previsioni di finanza pubblica di lungo periodo e gli interventi che si intende adottare per garantirne la sostenibilità.

Qualora il 10 aprile il Parlamento non avesse ancora espresso un nuovo Governo, l’attuale Esecutivo provvederà all’adempimento di legge, consapevole che alcuni di questi contenuti implicano impegni per il futuro che il Governo attuale non può assumere.

Pertanto, il Ministero dell’Economia e delle Finanze è al lavoro per predisporre doverosamente il DEF 2018 limitandosi alla descrizione dell'evoluzione economico-finanziaria internazionale, all’aggiornamento delle previsioni macroeconomiche per l'Italia e al quadro di finanza pubblica tendenziale. Al momento non viene formulato alcun nuovo obiettivo né tanto meno viene ipotizzato alcun nuovo impegno.

Il ciclo della programmazione delle finanze pubbliche potrà essere ripreso dal prossimo Esecutivo attraverso una integrazione al DEF o con l’adozione degli altri strumenti della programmazione, previsti dall’art. 7 della legge 196/2009: la Nota di aggiornamento del DEF, da presentare alle Camere entro il 27 settembre, e il disegno di legge del bilancio dello Stato, da presentare alle Camere entro il 20 ottobre.

Per quanto riguarda i rapporti con le autorità europee, il Programma di stabilità (corrispondente alla prima sezione del DEF) e il Programma nazionale di riforma (corrispondente alla terza sezione del DEF) devono essere presentati al Consiglio dell’Unione europea e alla Commissione europea entro il 30 aprile (art. 9 l. 196/2009). Tuttavia, come è già accaduto in simili circostanze di attesa per la formazione di un governo in seguito ad elezioni in uno Stato membro, la Commissione europea ha già comunicato che attenderà l’insediamento del nuovo Governo per conoscerne gli intendimenti programmatici.

 

 

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